sabato 7 febbraio 2015
Un semplice risotto agli spinaci ma dalle manine di fata di una bimba di otto anni
Capiti che ci si ammali. Di questi tempi è abbastanza frequente, no?
Succede, poi passa e te ne fai una ragione.
Io ho preso una bella influenza tre settimane fa, ma siccome se non mi ammazzano, continuo imperterrita la mia vita normalmente, ora mi ritrovo bloccata in casa, malata, con febbre altissima da una settimana piena.
Ci si fa l'abitudine anche alla stupidità umana (la mia in questo caso).
E così, mi sono ritrovata malaticcia, febbricitante, lagnosa, dolorante, con 3 figli da sfamare oltre che me stessa!
Voglia di cucinare saltami addosso!
E no, non ce la faccio a fare un brodino e via.
Ormai penso che lo sappiate, no?
Maya, mia figlia di otto anni (ricordate il mio post su radio Capital? quella), ha detto: "Mamma, cucino io".
Ussignur! E che faccio preparare al posto mio a una bambina di otto anni?
D'altronde l'occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
Così le ho detto: "Ok, tesoro, però giochiamo a Hell's Kitchen! Mamma fa Ramsey, il resto... sono cazzi tuoi!" (Beh, non le ho detto proprio così, ma più o meno...)
E così iniziamo il gioco con un bel "vai vai vai!"
Isabella, 2 anni e mezzo, dalla sala pranzo, che gridava: "Pappa! Pappa! Pappa!"
Ed io a Maya: "Ma la senti dalla sala che chiedono il pranzo?! Ma che ti dice la testa?! Veloceeeeeeeeeeee! Il riso chiede brodo! Vai vai vai!"
Alla fine, risotto, seppur con qualche imperfezione, è venuto buonissimo, ci siamo divertite e Maya mi ha anche detto: "Certo che faresti paura persino a Ramsey...."
Sia lodato chef Ramsey per avermi fatto giocare un po'.
Ovviamente la ricetta è semplicissima, quindi abbiate pazienza... però ai vostri bambini piacerà, soprattutto se la farete preparare a loro.
Ingredienti:
260 grammi di riso vialone nano
250 g di spinaci surgelati
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
30 g di burro salato
1 litro di brodo caldo
un pizzico di noce moscata
pepe bianco perché ci sta!
olio evo due cucchiai (ho usato un blend pugliese prodotto da
un mio amico, molto aromatico, con un sentore di carciofo,
appena prodotto)
Procedimento:
Versare due cucchiai di olio evo nella risottiera e lasciar
riscaldare un attimo.
Aggiungere il riso e tostarlo fino a quando sfrigola.
Nel frattempo il brodo deve essere bello caldo.
Aggiungere mestoli di brodo man mano che il riso lo chieda.
A parte scaldare un cucchiaio di olio in una padella e far
andare gli spinaci con un pizzico di noce moscata (ci
vorranno circa 5 minuti: il tempo che scongelino e che si dia
la ripassata) e salare.
A 5 minuti dalla fine della cottura, aggiungere gli spinaci e il
brodo e mescolare bene.
Fuori dal fuoco: parmigiano e burro e via a mantecare con
forza!
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lunedì 19 gennaio 2015
Bauletti di polenta con zucca e funghi piccanti
Dopo la mia lunga assenza, mi rendo conto che è davvero difficile rientrare nel circuito dei blogger di cucina.
D'altronde questa non è la mia velleità. Non lo è mai stata.
Mi contento di quei due o tre che ogni tanto passano a fare un saluto, a ricordarsi di me. Tanto basta.
La mia vita, in questi ultimi anni, è stata molto piena.
Sono stata inghiottita dagli impegni, ma ho anche riscoperto la musica.
Oltretutto, sono nuovamente single e quindi le preparazioni che propongo e che proporrò d'ora in poi sono esclusivamente vegetariane e senza glutine, poiché io sono vegetariana e, da gennaio 2013, è stato scoperto che non posso assumere glutine.
Quindi mi perdonino coloro che cercano ancora qui da me pesce o altri animali, ma non ce ne saranno più.
Mi scuso anche per le foto che non saranno splendide, ma il tempo a disposizione è davvero limitato e non ho più obiettivi adatti a fare foto di piatti, ma soltanto foto di scena durante concerti e spettacoli teatrali.
Detto quanto sopra, la ricetta di oggi è una non ricetta, nel senso che non ho seguito nessuno schema preciso: a pranzo devo pur nutrirmi, devo scegliere qualcosa per me, che sia anche stuzzicante per il mio palato.
Spero che piaccia a voi almeno quanto è piaciuta a me.
Lasciare raffreddare.
Nel frattempo, pulire i funghi e tagliarli a tocchetti o strisce.
Olio in padella con aglio e peperoncino, saltare i funghi, salare.
Lasciare raffreddare.
Cuocere la polenta come d'abitudine o usarne di avanzata precedentemente.
Preparare degli stampini imburrati.
Versare dentro la polenta, poi la zucca, poi i funghi e chiudere con dell'altra polenta. Grattugiare sopra il gruyere.
In forno a 215° per 20 minuti.
D'altronde questa non è la mia velleità. Non lo è mai stata.
Mi contento di quei due o tre che ogni tanto passano a fare un saluto, a ricordarsi di me. Tanto basta.
La mia vita, in questi ultimi anni, è stata molto piena.
Sono stata inghiottita dagli impegni, ma ho anche riscoperto la musica.
Oltretutto, sono nuovamente single e quindi le preparazioni che propongo e che proporrò d'ora in poi sono esclusivamente vegetariane e senza glutine, poiché io sono vegetariana e, da gennaio 2013, è stato scoperto che non posso assumere glutine.
Quindi mi perdonino coloro che cercano ancora qui da me pesce o altri animali, ma non ce ne saranno più.
Mi scuso anche per le foto che non saranno splendide, ma il tempo a disposizione è davvero limitato e non ho più obiettivi adatti a fare foto di piatti, ma soltanto foto di scena durante concerti e spettacoli teatrali.
Detto quanto sopra, la ricetta di oggi è una non ricetta, nel senso che non ho seguito nessuno schema preciso: a pranzo devo pur nutrirmi, devo scegliere qualcosa per me, che sia anche stuzzicante per il mio palato.
Spero che piaccia a voi almeno quanto è piaciuta a me.
Ingredienti :
- 300 g di zucca già sbucciata
- 3 spicchi di aglio
- mezzo peperoncino
- olio q.b.
- sale q.b.
- salvia
- rosmarino
- funghi
- acqua per la polenta
- farina di mais bramata integrale
- burro per gli stampini
- gruyere da grattugiare
Procedimento :
Tagliare a tocchetti la zucca e farla appassire in poco olio aromatizzato all'aglio e peperoncino. Aggiungere salvia, rosmarino e sale a piacimento.Lasciare raffreddare.
Nel frattempo, pulire i funghi e tagliarli a tocchetti o strisce.
Olio in padella con aglio e peperoncino, saltare i funghi, salare.
Lasciare raffreddare.
Cuocere la polenta come d'abitudine o usarne di avanzata precedentemente.
Preparare degli stampini imburrati.
Versare dentro la polenta, poi la zucca, poi i funghi e chiudere con dell'altra polenta. Grattugiare sopra il gruyere.
In forno a 215° per 20 minuti.
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venerdì 16 gennaio 2015
Funghi ripieni di gnocchi con fondutina di grana
In verità non ho mai smesso.
Gli impegni di lavoro e i risvolti della mia vita negli ultimi anni (compreso il fatto di aver scoperto che sono celiaca e aver scelto di diventare nuovamente vegetariana) mi hanno allontanata dal pubblicare ricette.
Inizialmente ero disorientata... Cambiare stile di cucina, la macchina fotografica rotta, la scarsa voglia di creare. Molti fattori hanno contribuito a non scrivere più, ma soprattutto non postare più ricette.
Da qualche giorno, invece, mi è tornata la voglia di provare, di creare, di stupire anche se possibile.
Così, appena alzata, inizio a chiedermi: "e quindi? Cosa mangerò oggi a pranzo? Cosa ho in frigo da preparare?"
Voglia di coccolarmi, senza perdere troppo tempo ai fornelli, ma con qualcosa di sfizioso, anche perché la pausa pranzo dura veramente poco.
Ed ecco che, mentre mi lavavo, ho pensato: "ma per quale motivo non posso inserire gli gnocchi dentro i funghi invece che condirli semplicemente con i funghi stessi?"
E ho provato.
Questo è il risultato.
Ottimo al palato e gradevole alla vista, senza troppe pretese, ma sicuramente da comfort food.
A voi la parola e per voi la ricetta.
Ingredienti per una persona
4 funghi
1 spicchio di aglio
1 pezzetto di peperoncino
olio evo
100 g di gnocchi
20 g di grana grattugiato
un po' di latte
prezzemolo
Preparazione:
Tagliare i gambi dei funghi a tocchetti piccoli.
Fare lo stesso per gli gnocchi se già preparati, altrimenti scegliere di formare piccoli.
Insaporire in padella con poco olio l'aglio e il peperoncino. Aggiungere funghi e gnocchetti, sfumare con un cucchiaio di latte, aromatizzare con prezzemolo e, se necessario, aggiustare di sale. Un cucchiaino di grana ci sta bene.
Riempire le cappelle dei funghi con il composto e inserire in forno a 200° per 10 minuti.
Nel frattempo preparare una fonduta con il resto del grana e un po' di latte, aiutandosi con la frusta.
Impiattare le cappelle ripiene e versarvi sopra la fonduta.
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giovedì 3 maggio 2012
Profumo d'India: samosas di verdure
Questo è un lavoro a quattro mani: il mio "damo di compagnia" è una sfoglina nata! Altro che impastatrice!
Non avevamo mai fatto le samosas, quindi devo dire che mi sento molto soddisfatta del risultato.
Le hanno assaggiate anche i bambini, nonostante il piccantino.
Un nostro caro amico che ha l'ex moglie indiana dice che in India sono ancora più piccanti di così (e posso pure crederci), quindi se amate particolarmente le spezie... beh abbondate pure! per noi questa è la dose giusta.
Pasta:
farina 450 g (io ho usato la farina 0 ecor: avevo solo quella)
sale 1 cucchiaino
4 cucchiai di burro ghee
200 ml di acqua
Ripieno:
400 g di patate
un pugno di piselli (saranno stati 50 g)
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di semi di coriandolo
2 cucchiai di olio di semi di girasole
altro abbondante olio di semi di girasole per friggere
1 cipolla
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di garam masala
1 peperoncino fresco
1 zenzero fresco (circa 2 cm)
1/2 limone (abbondate perché ci sta benissimo!)
4 rami di foglie di coriandolo
Setacciare la farina e impastarla in un recipiente con il burro come se fosse pasta frolla.
Scaldare l'acqua fino a farla diventare poco più che tiepida.
Aggiungerla all'impasto e lavorarlo.
Coprire con pellicola trasparente e lasciarla a riposare in frigo per 20 minuti.
Nel frattempo, bollire le patate senza farle diventare troppo morbide.
Raffreddarle, sbucciarle e tagliarle a dadini.
Sbollentare anche i piselli.
Tritare cipolla, zenzero e peperoncino, tenendoli separati.
In una padella, scaldare due cucchiai di olio e lasciar rosolare la cipolla finché non assume un colore dorato.
In un'altra padella, tostare i semi di cumino e di coriandolo e pestarli in un mortaio.
Aggiungere alla cipolla i semini pestati, la curcuma e il garam masala, le patate, i piselli, il peperoncino e lo zenzero.
Mescolare tutto a fiamma bassa per qualche minuto.
Spremere il limone e tritare anche le foglie di coriandolo.
Aggiungere anche questi ingredienti nella padella con gli altri.
Spegnere e togliere dal fuoco.
Ritirare la pasta dal frigorifero e dividerla in quattro parti.
Spianare la pasta e ritagliare dei cerchi da 8 cm di diametro.
Riempire i cerchi di pasta con un cucchiaio di composto e richiedere spennellando i bordi come per formare delle mezzelune. Infine sigillarli per non far fuoriuscire il contenuto.
Friggere fino a doratura.
Non avevamo mai fatto le samosas, quindi devo dire che mi sento molto soddisfatta del risultato.
Le hanno assaggiate anche i bambini, nonostante il piccantino.
Un nostro caro amico che ha l'ex moglie indiana dice che in India sono ancora più piccanti di così (e posso pure crederci), quindi se amate particolarmente le spezie... beh abbondate pure! per noi questa è la dose giusta.
Pasta:
farina 450 g (io ho usato la farina 0 ecor: avevo solo quella)
sale 1 cucchiaino
4 cucchiai di burro ghee
200 ml di acqua
Ripieno:
400 g di patate
un pugno di piselli (saranno stati 50 g)
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di semi di coriandolo
2 cucchiai di olio di semi di girasole
altro abbondante olio di semi di girasole per friggere
1 cipolla
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di garam masala
1 peperoncino fresco
1 zenzero fresco (circa 2 cm)
1/2 limone (abbondate perché ci sta benissimo!)
4 rami di foglie di coriandolo
Setacciare la farina e impastarla in un recipiente con il burro come se fosse pasta frolla.
Scaldare l'acqua fino a farla diventare poco più che tiepida.
Aggiungerla all'impasto e lavorarlo.
Coprire con pellicola trasparente e lasciarla a riposare in frigo per 20 minuti.
Nel frattempo, bollire le patate senza farle diventare troppo morbide.
Raffreddarle, sbucciarle e tagliarle a dadini.
Sbollentare anche i piselli.
Tritare cipolla, zenzero e peperoncino, tenendoli separati.
In una padella, scaldare due cucchiai di olio e lasciar rosolare la cipolla finché non assume un colore dorato.
In un'altra padella, tostare i semi di cumino e di coriandolo e pestarli in un mortaio.
Aggiungere alla cipolla i semini pestati, la curcuma e il garam masala, le patate, i piselli, il peperoncino e lo zenzero.
Mescolare tutto a fiamma bassa per qualche minuto.
Spremere il limone e tritare anche le foglie di coriandolo.
Aggiungere anche questi ingredienti nella padella con gli altri.
Spegnere e togliere dal fuoco.
Ritirare la pasta dal frigorifero e dividerla in quattro parti.
Spianare la pasta e ritagliare dei cerchi da 8 cm di diametro.
Riempire i cerchi di pasta con un cucchiaio di composto e richiedere spennellando i bordi come per formare delle mezzelune. Infine sigillarli per non far fuoriuscire il contenuto.
Friggere fino a doratura.
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martedì 1 maggio 2012
Due ricette: sandwich di riso e risotto al nero di seppie su crema di carciofi
Primo Maggio 2012.
La mia giornata è iniziata alle 4.30 a causa del gatto che ha deciso di distruggere quello che era il mio piatto preferito, quello bianco a barca.
Inutili le mie minacce di trasformarlo prossimamente in tonno di coniglio: lui sa fare quegli occhioni meravigliosi da gatto con gli stivali.
Fatto sta che mi ha sopraffatta l'ansia, la paura: insomma mi sono depressa per una sciocchezza.
Scacciare i brutti pensieri è una delle poche cose che sono riuscita a imparare nel periodo in cui sono stata seguita da persone competenti.
Così, vedendo che non riuscivo proprio a riprendermi da sola, nonostante le contrazioni e i dolori alla schiena, mi sono messa all'opera ai fornelli.
Non ero sicura del risultato, anzi, ero proprio sicura che avrei fatto delle porcherie uniche!
L'importante comunque era proprio svagarsi, concentrarsi altrove: e così sono nati i sandwich di riso, ovvero come riciclare avanzi vari.
Ingredienti per 4 sandwich
150 g di riso (quello che vi è avanzato alla fine del sacchetto)
2 cucchiai di olio
mezza robiola
un pugno di grana grattugiato
mezzo litro di brodo (con i soliti sedano, carota, cipolla)
un cucchiaio di "strattu" di pomodoro (va bene il triplo concentrato)
2 cucchiai di pesto di fave e pecorino*
1 pezzetto di primosale
1 pezzetto di pecorino al pepe
1 fettina di prosciutto crudo
5 gamberi rosa
finocchietto
menta
origano o maggiorana
poco olio per il padellino
*Ingredienti per il pesto di fave (ve ne avanzerà: si conserva anche in freezer)
250 g di fave già sgranate e spellate
50 g di pecorino romano
30 g di pinoli
1 aglio fresco
olio evo qb
mixare fave + aglio; aggiungere olio, pinoli e pecorino in sequenza.
Procedimento per i sandwich
Riscaldare l'olio in pentolino e lasciar tostare il riso.
Quando inizia a sfrigolare, bagnare un mestolo alla volta, a fiamma bassa, lasciando che si assorba.
Poco prima del termine della cottura (meglio lasciare il riso bene al dente, visto che subirà almeno un'altra cottura), mantecare con la robiola e il grana.
A questo punto, dividere in tre il riso(tto).
Una parte mantecarla ancora con il pesto di fave e qualche fiocco di finocchietto.
Un'altra con lo "strattu".
La terza lasciarla in bianco.
Preparare un coppapasta rotondo da poggiare su carta stagnola (o anche carta forno se si preferisce).
Riempire la base del coppapasta con il riso bianco, riempirlo con qualche fettina di formaggio + la fetta di prosciutto crudo. Ricoprire con una seconda cucchiaiata di riso bianco. Richiudere nella carta.
Pulire il coppapasta dal riso in eccesso e ripetere l'operazione con il riso verde: base di riso verde, qualche pezzetto di formaggio + i gamberi sgusciati, richiudere con altro riso verde e chiudere nella carta.
E ancora per la terza volta: base di riso rosso, formaggio, chiudere con altro riso e finire nella carta.
Con il riso avanzato, si può fare un ultimo sandwich versione bandiera italiana: base verde, formaggio chiaro al centro, copertura rossa.
Mettere tutto in freezer lasciando rassodare per bene.
Preparare un padellino e bagnarlo con poco olio.
Tostare i sandwich da entrambi i lati lasciando il centro ancora freddo.
Posizionare i sandwich di riso in forno riscaldato a 180° con grill acceso al minimo e lasciar terminare la cottura.
Definire con foglioline di aromi a piacere.
Con questa ricetta, partecipo alla sezione antipasti del contest di Ely
Ma non finisce qui!
Qualche giorno fa, appositamente per questo contest, ho creato anche un risotto, ma non ho avuto tempo per poterlo pubblicare.
Ecco quindi che ve lo presento.
Niente di incredibilmente laborioso, ma l'abbinamento è ottimo e i prodotti di stagione.
Ingredienti per 4 persone
due cucchiai di olio evo + qb
250 g di riso vialone nano
1/2 bicchiere di vino bianco secco
6 carciofi (gambo + cuore)
una decina di gamberi rosa
1 litro di brodo di pesce (il mio è stato ricavato da resti di rana pescatrice, un paio di rami di finocchietto, cipolla, sedano, carota)
acqua e limone per i carciofi
due mestoli di sugo al nero di seppia*
qualche ramo di finocchietto selvatico
olio per friggere
burro acido per mantecare
Preparazione
Scaldare l'olio extravergine nella risottiera in rame.
Tostare il riso fino a quando non inizia a sfrigolare e sfumare col vino bianco.
Quando questo sarà evaporato, continuare a versare mestoli di brodo caldo e lasciar insaporire.
Nel frattempo, bollire i gambi puliti dei carciofi (è bene eliminare la parte esterna troppo filamentosa).
Salarli e frullarli, tenendo da parte (se necessario aggiungere olio evo per acquisire la giusta intensità).
Eliminare le bucce esterne dei carciofi fino a mantenere solo il cuore.
Tagliarli a fettine molto sottili e passarli in acqua e limone per evitare che anneriscano.
Preparare una padella con olio e friggervi dentro i carciofi.
Nel frattempo, iniziare a versare il sugo di nero di seppia assieme al brodo di pesce per lasciar insaporire e colorare il risotto. Per terminare, i gamberi.
Togliere dal fuoco e mantecare col burro acido.
Impiattare ponendo al centro il risotto al nero, con la base di crema di gambo di carciofo e definire il piatto con le foglie di carciofo fritte.
A piacere si può aggiungere del peperoncino, ma poco!
*sugo al nero di seppie
4 seppie
3 grosse cipolle
2 spicchi d'aglio
mezzo bicchiere di olio evo
1 cucchiaio di "strattu"
1/2 bicchieri di vino bianco
Pulire le seppie, conservando le sacche interne.
Tagliare a strisce le teste e a pezzi i tentacoli.
Tritare la cipolla e farla rosolare.
Aggiungere le seppie nel tegame con la cipolla.
Sfumare col vino.
Aggiungere u strattu sciolto in un po' di acqua o brodo.
Quasi a termine di cottura, aggiungere le sacche aprendole e mescolare per bene.
A piacere insaporire con peperoncino.
Anche con questa ricetta partecipo al contest di Ely nella sezione primi piatti.
La mia giornata è iniziata alle 4.30 a causa del gatto che ha deciso di distruggere quello che era il mio piatto preferito, quello bianco a barca.
Inutili le mie minacce di trasformarlo prossimamente in tonno di coniglio: lui sa fare quegli occhioni meravigliosi da gatto con gli stivali.
Fatto sta che mi ha sopraffatta l'ansia, la paura: insomma mi sono depressa per una sciocchezza.
Scacciare i brutti pensieri è una delle poche cose che sono riuscita a imparare nel periodo in cui sono stata seguita da persone competenti.
Così, vedendo che non riuscivo proprio a riprendermi da sola, nonostante le contrazioni e i dolori alla schiena, mi sono messa all'opera ai fornelli.
Non ero sicura del risultato, anzi, ero proprio sicura che avrei fatto delle porcherie uniche!
L'importante comunque era proprio svagarsi, concentrarsi altrove: e così sono nati i sandwich di riso, ovvero come riciclare avanzi vari.
Ingredienti per 4 sandwich
150 g di riso (quello che vi è avanzato alla fine del sacchetto)
2 cucchiai di olio
mezza robiola
un pugno di grana grattugiato
mezzo litro di brodo (con i soliti sedano, carota, cipolla)
un cucchiaio di "strattu" di pomodoro (va bene il triplo concentrato)
2 cucchiai di pesto di fave e pecorino*
1 pezzetto di primosale
1 pezzetto di pecorino al pepe
1 fettina di prosciutto crudo
5 gamberi rosa
finocchietto
menta
origano o maggiorana
poco olio per il padellino
*Ingredienti per il pesto di fave (ve ne avanzerà: si conserva anche in freezer)
250 g di fave già sgranate e spellate
50 g di pecorino romano
30 g di pinoli
1 aglio fresco
olio evo qb
mixare fave + aglio; aggiungere olio, pinoli e pecorino in sequenza.
Procedimento per i sandwich
Riscaldare l'olio in pentolino e lasciar tostare il riso.
Quando inizia a sfrigolare, bagnare un mestolo alla volta, a fiamma bassa, lasciando che si assorba.
Poco prima del termine della cottura (meglio lasciare il riso bene al dente, visto che subirà almeno un'altra cottura), mantecare con la robiola e il grana.
A questo punto, dividere in tre il riso(tto).
Una parte mantecarla ancora con il pesto di fave e qualche fiocco di finocchietto.
Un'altra con lo "strattu".
La terza lasciarla in bianco.
Preparare un coppapasta rotondo da poggiare su carta stagnola (o anche carta forno se si preferisce).
Riempire la base del coppapasta con il riso bianco, riempirlo con qualche fettina di formaggio + la fetta di prosciutto crudo. Ricoprire con una seconda cucchiaiata di riso bianco. Richiudere nella carta.
Pulire il coppapasta dal riso in eccesso e ripetere l'operazione con il riso verde: base di riso verde, qualche pezzetto di formaggio + i gamberi sgusciati, richiudere con altro riso verde e chiudere nella carta.
E ancora per la terza volta: base di riso rosso, formaggio, chiudere con altro riso e finire nella carta.
Con il riso avanzato, si può fare un ultimo sandwich versione bandiera italiana: base verde, formaggio chiaro al centro, copertura rossa.
Mettere tutto in freezer lasciando rassodare per bene.
Preparare un padellino e bagnarlo con poco olio.
Tostare i sandwich da entrambi i lati lasciando il centro ancora freddo.
Posizionare i sandwich di riso in forno riscaldato a 180° con grill acceso al minimo e lasciar terminare la cottura.
Definire con foglioline di aromi a piacere.
Con questa ricetta, partecipo alla sezione antipasti del contest di Ely
Ma non finisce qui!
Qualche giorno fa, appositamente per questo contest, ho creato anche un risotto, ma non ho avuto tempo per poterlo pubblicare.
Ecco quindi che ve lo presento.
Niente di incredibilmente laborioso, ma l'abbinamento è ottimo e i prodotti di stagione.
Ingredienti per 4 persone
due cucchiai di olio evo + qb
250 g di riso vialone nano
1/2 bicchiere di vino bianco secco
6 carciofi (gambo + cuore)
una decina di gamberi rosa
1 litro di brodo di pesce (il mio è stato ricavato da resti di rana pescatrice, un paio di rami di finocchietto, cipolla, sedano, carota)
acqua e limone per i carciofi
due mestoli di sugo al nero di seppia*
qualche ramo di finocchietto selvatico
olio per friggere
burro acido per mantecare
Preparazione
Scaldare l'olio extravergine nella risottiera in rame.
Tostare il riso fino a quando non inizia a sfrigolare e sfumare col vino bianco.
Quando questo sarà evaporato, continuare a versare mestoli di brodo caldo e lasciar insaporire.
Nel frattempo, bollire i gambi puliti dei carciofi (è bene eliminare la parte esterna troppo filamentosa).
Salarli e frullarli, tenendo da parte (se necessario aggiungere olio evo per acquisire la giusta intensità).
Eliminare le bucce esterne dei carciofi fino a mantenere solo il cuore.
Tagliarli a fettine molto sottili e passarli in acqua e limone per evitare che anneriscano.
Preparare una padella con olio e friggervi dentro i carciofi.
Nel frattempo, iniziare a versare il sugo di nero di seppia assieme al brodo di pesce per lasciar insaporire e colorare il risotto. Per terminare, i gamberi.
Togliere dal fuoco e mantecare col burro acido.
Impiattare ponendo al centro il risotto al nero, con la base di crema di gambo di carciofo e definire il piatto con le foglie di carciofo fritte.
A piacere si può aggiungere del peperoncino, ma poco!
*sugo al nero di seppie
4 seppie
3 grosse cipolle
2 spicchi d'aglio
mezzo bicchiere di olio evo
1 cucchiaio di "strattu"
1/2 bicchieri di vino bianco
Pulire le seppie, conservando le sacche interne.
Tagliare a strisce le teste e a pezzi i tentacoli.
Tritare la cipolla e farla rosolare.
Aggiungere le seppie nel tegame con la cipolla.
Sfumare col vino.
Aggiungere u strattu sciolto in un po' di acqua o brodo.
Quasi a termine di cottura, aggiungere le sacche aprendole e mescolare per bene.
A piacere insaporire con peperoncino.
Anche con questa ricetta partecipo al contest di Ely nella sezione primi piatti.
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lunedì 30 aprile 2012
Pavlova oh mia pavlova! (Viaggio in New Zealand o Australia)
Buon Lunedì a tutti voi!
Avrete notato che non ho mai (anzi no, una volta sì) partecipato a contest vari sparpagliati in rete.
Eppure ce ne sono un paio che mi hanno incuriosita e ho deciso di fare uno strappo alla regola :D
Anche perché - diciamocelo - sono fortemente annoiata a stare a casa a non fare nulla di nulla.
Non potrò cimentarmi in chissà quali ricette megagalattiche, ma cercherò di regalarvi qualcosa di buono e facilmente riproducibile.
Il primo contest a cui voglio partecipare è quello di laura, "il giro del mondo in 80 e più ricette".
Idea molto carina a mio avviso e un blog con ricette molto interessanti (ho già deciso che, appena mi rimetterò in piedi a tutti gli effetti, le voglio provare tutte!).
Ma parliamo della ricetta che ho scelto: la pavlova.
Per risalire alle origini di questa torta, bisogna andare indietro fino agli anni 20 dello scorso secolo, quando la ballerina Anna Pavlovna Pavlova si è recata in tour in giro per l'Australia e la Nuova Zelanda. Entrambe le nazioni rivendicano la paternità della torta: inizialmente era stato attribuita a Bert Sachse (Perth 1935); successivamente pare che la preparazione attuale sia molto più simile a quella neozelandese del 1929. Ed ancora, uno studioso della vita dell'omonima ballerina, Keith Money, attribuisce la creazione del dolce ad uno chef di Wellington nel 1926.
Ancora più discussa è la ricetta: c'è chi usa meringa e crema, chi ci mette il gelato, chi mousse al caffè o al cioccolato (anche bianco), facendola somigliare ad un vacherin.
Le basi però sono indiscutibilmente meringa + panna + kiwi e fragole ed è proprio questa versione che ho scelto io, cercando di rimanere il più possibile fedele alla ricetta base.
La mia pavlova
Ingredienti
3 albumi
100 g di zucchero fino (io ho usato l'organic raw cane sugar e l'ho macinato per renderlo fine)
1 cucchiaio e mezzo di amido di mais
1/2 stecca di vaniglia (o un cucchiaio di estratto)
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 cucchiaio di aceto bianco
150 ml di panna da montare
1 cestino di fragole
3 kiwi
Preparazione
Riscaldare il forno a 200°.
Nel frattempo, montare a neve ferma gli albumi, aggiungendo lentamente lo zucchero e infine il cremor tartaro, l'amido di mais, la vaniglia e l'aceto bianco.
Abbassare la temperatura del forno a 100°.
Riempire una sac a poche della meringa cruda.
Stendere sulla placca da forno il foglio di silicone oppure la carta forno (in questo caso spolverizzare con un po' di amido di mais).
Formare delle mini tortine di modo che assomiglino a dei contenitori (dovranno essere riempite di panna montata). Aiutarsi, in caso, con un cucchiaio per ottenere il risultato voluto.
Precisazione: la pavlova dovrebbe essere una torta alta 8 cm e larga 20 cm di diametro. Ho scelto di farle in monoporzione per potermi ingozzare in un unico boccone.
Lasciare cuocere le meringhe in forno per circa un'ora (la crosta esterna deve risultare croccante e il più chiara possibile).
Quando saranno pronte, spegnere il forno e lasciar raffreddare con sportello semi aperto (la ricetta originale dice di attendere anche 12 ore ed io ho eseguito).
Passato il tempo di stasi della meringa, montare la panna a neve ferma e con l'aiuto della sac a poche, riempire le meringhe.
Decorare a piacere con kiwi e fragole e servire.
"Con questa ricetta partecipo al contest
in collaborazione con Tec-Al.”
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giovedì 26 aprile 2012
Linguine agli spinaci e pinoli
Avevo già avvertito: non posso fare troppo in cucina per via della mia gravidanza un po' difficilotta.
Questo però non mi impedisce di rendere partecipi anche gli altri di ricette che io definirei "salvac***" ehm, salvavita! (non dimentichiamoci che c'è una minorenne in pancia che ascolta...) per chi non ha molto tempo e sente il bisogno di coccolarsi ugualmente in cucina.
Vi anticipo che ho commesso un errore quando ho realizzato la ricetta: un errore banale dovuto al fatto che non sapevo ancora cosa farci con questi spinaci.
Vorrei tanto stupirvi con ingredienti fantastici da mille e una notte, ma tanto i soldi scarseggiano per tutti e poi non posso andare a fare la spesa e devo contentarmi di quello che mi portano i miei santi (visto che non posso metter piede fuori casa).
E allora deliziatevi con questa ricetta che hanno mangiato ben volentieri anche i bambini!
(non mi sono nemmeno sbattuta tanto per la presentazione, ma perché perder tanto tempo quando già qualcosa è buono?)
Ingredienti per tre persone
280 g di linguine
tre mazzi di spinaci freschi
1 cipollotto bianco
1 spicchio d'aglio
30 g di stracchino
70 g di pinoli
olio evo
sale, pepe
3 acciughine
Sciogliere le acciughe nell'olio e stufare il cipollotto e l'aglio.
Sbollentare gli spinaci e ripassarli in padella nel sughetto di acciughe (questo è l'errore: mette gli spinaci direttamente in padella).
Regolare di sale e pepe.
Sciogliere dentro lo stracchino con un mestolo d'acqua di cottura della pasta.
Tostare i pinoli.
Scolare la pasta al dente e saltarla nell'intingolo.
Servire con i pinoli tostati.
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