lunedì 30 aprile 2012

Pavlova oh mia pavlova! (Viaggio in New Zealand o Australia)



Buon Lunedì a tutti voi!
Avrete notato che non ho mai (anzi no, una volta sì) partecipato a contest vari sparpagliati in rete.
Eppure ce ne sono un paio che mi hanno incuriosita e ho deciso di fare uno strappo alla regola :D
Anche perché - diciamocelo - sono fortemente annoiata a stare a casa a non fare nulla di nulla.
Non potrò cimentarmi in chissà quali ricette megagalattiche, ma cercherò di regalarvi qualcosa di buono e facilmente riproducibile.
Il primo contest a cui voglio partecipare è quello di laura, "il giro del mondo in 80 e più ricette".
Idea molto carina a mio avviso e un blog con ricette molto interessanti (ho già deciso che, appena mi rimetterò in piedi a tutti gli effetti, le voglio provare tutte!).
Ma parliamo della ricetta che ho scelto: la pavlova.
Per risalire alle origini di questa torta, bisogna andare indietro fino agli anni 20 dello scorso secolo, quando la ballerina Anna Pavlovna Pavlova si è recata in tour in giro per l'Australia e la Nuova Zelanda. Entrambe le nazioni rivendicano la paternità della torta: inizialmente era stato attribuita a Bert Sachse (Perth 1935); successivamente pare che la preparazione attuale sia molto più simile a quella neozelandese del 1929. Ed ancora, uno studioso della vita dell'omonima ballerina, Keith Money, attribuisce la creazione del dolce ad uno chef di Wellington nel 1926.
Ancora più discussa è la ricetta: c'è chi usa meringa e crema, chi ci mette il gelato, chi mousse al caffè o al cioccolato (anche bianco), facendola somigliare ad un vacherin.
Le basi però sono indiscutibilmente meringa + panna + kiwi e fragole ed è proprio questa versione che ho scelto io, cercando di rimanere il più possibile fedele alla ricetta base.

La mia pavlova
Ingredienti
3 albumi
100 g di zucchero fino (io ho usato l'organic raw cane sugar e l'ho macinato per renderlo fine)
1 cucchiaio e mezzo di amido di mais
1/2 stecca di vaniglia (o un cucchiaio di estratto)
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 cucchiaio di aceto bianco
150 ml di panna da montare
1 cestino di fragole
3 kiwi

Preparazione
Riscaldare il forno a 200°.
Nel frattempo, montare a neve ferma gli albumi, aggiungendo lentamente lo zucchero e infine il cremor tartaro, l'amido di mais, la vaniglia e l'aceto bianco.
Abbassare la temperatura del forno a 100°.
Riempire una sac a poche della meringa cruda.
Stendere sulla placca da forno il foglio di silicone oppure la carta forno (in questo caso spolverizzare con un po' di amido di mais).
Formare delle mini tortine di modo che assomiglino a dei contenitori (dovranno essere riempite di panna montata). Aiutarsi, in caso, con un cucchiaio per ottenere il risultato voluto.
Precisazione: la pavlova dovrebbe essere una torta alta 8 cm e larga 20 cm di diametro. Ho scelto di farle in monoporzione per potermi ingozzare in un unico boccone.
Lasciare cuocere le meringhe in forno per circa un'ora (la crosta esterna deve risultare croccante e il più chiara possibile).
Quando saranno pronte, spegnere il forno e lasciar raffreddare con sportello semi aperto (la ricetta originale dice di attendere anche 12 ore ed io ho eseguito).
Passato il tempo di stasi della meringa, montare la panna a neve ferma e con l'aiuto della sac a poche, riempire le meringhe.
Decorare a piacere con kiwi e fragole e servire.



"Con questa ricetta partecipo al contest 
in collaborazione con Tec-Al.”