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giovedì 26 aprile 2012

Linguine agli spinaci e pinoli


Avevo già avvertito: non posso fare troppo in cucina per via della mia gravidanza un po' difficilotta.
Questo però non mi impedisce di rendere partecipi anche gli altri di ricette che io definirei "salvac***" ehm, salvavita! (non dimentichiamoci che c'è una minorenne in pancia che ascolta...) per chi non ha molto tempo e sente il bisogno di coccolarsi ugualmente in cucina.
Vi anticipo che ho commesso un errore quando ho realizzato la ricetta: un errore banale dovuto al fatto che non sapevo ancora cosa farci con questi spinaci.
Vorrei tanto stupirvi con ingredienti fantastici da mille e una notte, ma tanto i soldi scarseggiano per tutti e poi non posso andare a fare la spesa e devo contentarmi di quello che mi portano i miei santi (visto che non posso metter piede fuori casa).
E allora deliziatevi con questa ricetta che hanno mangiato ben volentieri anche i bambini!
(non mi sono nemmeno sbattuta tanto per la presentazione, ma perché perder tanto tempo quando già qualcosa è buono?)

Ingredienti per tre persone
280 g di linguine
tre mazzi di spinaci freschi
1 cipollotto bianco
1 spicchio d'aglio
30 g di stracchino 
70 g di pinoli
olio evo
sale, pepe
3 acciughine

Sciogliere le acciughe nell'olio e stufare il cipollotto e l'aglio.
Sbollentare gli spinaci e ripassarli in padella nel sughetto di acciughe (questo è l'errore: mette gli spinaci direttamente in padella).
Regolare di sale e pepe.
Sciogliere dentro lo stracchino con un mestolo d'acqua di cottura della pasta.
Tostare i pinoli.
Scolare la pasta al dente e saltarla nell'intingolo.
Servire con i pinoli tostati.

lunedì 15 marzo 2010

Strangozzi al pesto di pistacchio e gamberi

Il mondo corre veloce.
La vita di tutti i giorni è frenetica, quasi ossessiva nella ricerca della perfezione nel porsi e per la scarsa attenzione all'essere.
Sognare sembra quasi una colpa, perché tutto (e tutti) ti ricordano che devi fare questo o quello, che devi raggiungere l'obiettivo.
E questo obiettivo spesso non è il tuo, ma quello di qualcun altro.

E allora, a pranzo, via di panino (o di quel che capita) per essere puntuale alla riunione delle 14.00 (ma perché proprio alle 14 e non alle 15? Gli altri non vanno a mangiare?).
E magari, visto che il destino (nelle vesti di capo - cliente - superiore) è beffardo, c'è pure la riunione delle 17.30 o il cliente delle 19.30 (e non sa che per tornare a casa dovrai percorrere chissà quanti km di tangenziale in coda come tutti gli altri o dovrai cambiare tre mezzi di trasporto).
Così, di sicuro, quella sera, la cena (sempre se si avrà voglia di prepararla e consumarla), non si svolgerà prima delle 21 o delle 22, giusto in tempo per chiudere la giornata, schiantandosi sul cuscino.

Insomma: poco tempo!
Sì perché tutto è una questione di tempo.

Ma ascoltate.. almeno una volta al giorno (anche solo un giorno alla settimana), amatevi un po'.
Non c'è bisogno di perdere ore ai fornelli per potersi coccolare a tavola, quindi non c'è nemmeno bisogno di digiunare o di ricorrere ai torcibudella dei junk food.
Basta un minimo di organizzazione.
Come? Cercherò di spiegarlo nella ricetta che segue; una ricetta che richiede circa 15-20 minuti, pochi ingredienti, tanto gusto.

Strangozzi al pesto di pistacchio e gamberi

Ingredienti
6 gamberoni (anche surgelati)
6 pomodorini pachino
200 g di pesto di pistacchi (se vorrete farlo voi, semplicemente pistacchi di bronte, olio evo nocellara del belice, un pizzico di sale. Preparatelo quando avrete tempo e voglia, perché si conserva a lungo)
2 spicchi di aglio
250 g di strangozzi (ma vanno bene gli spaghetti, i vermicelli, le linguine, le chitarre)
mezzo peperoncino
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva dal gusto poco invasivo

Preparazione
Accendere il fornello grande e mettere su la pentola con tanta acqua.
Mentre si attende che l'acqua inizi a bollire, se i gamberi non sono freschi, ma congelati, via di 3 minuti in microonde modalità defrost (non inorridite, ricordatevi che abbiamo fretta! Ma se riuscite a programmarlo per tempo, rispettate la catena del freddo).
Staccare la testa e il carapace dal gambero, conservate tutto e tagliate a cubetti la polpa, eliminando, con uno stuzzicadenti, il filo nero (non lagnatevi: sono solo 6 gamberi!)
Prendere una padella medio-grande, versare l'olio e far rosolare l'aglio schiacciato.
Eliminare appena prende colore e aggiungere mezzo peperoncino e teste e gusci del gambero.
Far colorire i carapaci come se ci fossero i gamberi dentro e schiacciare le teste.
Con l'aiuto delle pinze, eliminare tutti i resti di gambero, abbassare la fiamma al minimo e mettere i tocchetti di gambero.
Aggiungere il pesto di pistacchi di Bronte, qualche mestolo di acqua della pasta (che nel frattempo avrete già messo a cuocere) e, per finire, i pomodorini tagliati a pezzettini (se avete proprio fretta, va bene anche in 4).
Scolare con le pinze, la pasta al dente, mantenendo ancora un po' di liquido di cottura, da aggiungere al sughetto per renderlo più cremoso.
Amalgamare e servire.

Quindici, venti minuti, non di più per avere un piatto corroborante, da ristorante, semplicemente sfruttando qualche scorciatoia da scuola di sopravvivenza.

Nota. Gli strangozzi sono noti anche come strozzapreti. E' un formato tipico umbro e deve il suo nome alle stringhe delle scarpe, con le quali gli anticlericali strangolavano i preti.