Visualizzazione post con etichetta vita di una tarantolata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita di una tarantolata. Mostra tutti i post

domenica 22 aprile 2012

Una settimana da incubo: ora rilassiamoci (e domani due nuove ricette)

Lo so che questo è un blog di cucina e mi rendo conto che parlare qui di sanità palermitana potrebbe non entrarci nulla: quindi chi non fosse interessato all'argomento, lasci direttamente perdere queste mie riflessioni. Ma, come mi ha fatto giustamente notare mia cognata, è bene che certe cose si sappiano, perché chissà quante altre persone vivono esperienze simili e rimangono nell'ombra, perché non hanno uno spazio in cui parlarne o perché pensano, con aria rassegnata, che così va a Palermo e non c'è niente da fare.
Invece da fare c'è! c'è da arrabbiarsi, da protestare, da pretendere un servizio decente, senza dover per forza rivolgersi al privato.
L'assessore Russo, qualche mese fa, ha proposto (e ottenuto) la chiusura di un tot di punti nascita, recependo una legge italiana per la quale possono rimanere operativi soltanto ospedali dove si partorisce almeno 500 volte in un anno: le altre rimarranno aperte (per Palermo parliamo di 4 + 1)
Guarda caso, la direttiva nazionale prevede la chiusura di 138 strutture in tutto, ma di queste 138 il 60% è al sud!
In questa valutazione, che pur vorrebbe salvaguardare la vita di madre e bambino, non si tiene conto di situazioni estreme come per esempio i casi delle isole sparse attorno all'Italia: ne abbiamo un esempio concreto in quanto è accaduto ad una donna di Lipari il mese scorso.
Tutta questa premessa per far capire che già le strutture sono di per sé poche, ma quel che è peggio è che sono malassortite e malorganizzate, almeno qui dove adesso vivo.
Facciamo un breve riassunto di questa gravidanza? Voglio farvi ridere (o piangere).
Tutto inizia a ottobre scorso. Scopro di essere incinta e lasciamo perdere le preoccupazioni (ho 39 anni e già tre figli), ma subito iniziano le perdite di sangue.
Decido quindi di rivolgermi al Policlinico di Palermo. In pronto soccorso dopo una lunga attesa (il medico di turno non arrivava) mi controlla una studentessa che fa l'ecografia e dice di non aver trovato nulla in utero. Insomma probabilmente la gravidanza non c'è. Mi tengono tutta la mattina in ospedale, non si sa bene per quale motivo e alla fine tornano con un responso: lei sicuramente ha una extrauterina, lo ha confermato anche il primario, quindi la dobbiamo operare e toglierle l'altra tuba (l'unica che ho, perché già un'extrauterina l'ho avuta molti anni fa). Chiedo quindi di parlare col primario, di cercare un'altra soluzione, perché ricordo molto bene che, all'inizio, in determinate condizioni, ci sono vie alternative alla salpingectomia. Non mi danno altra soluzione. Ci penso su, metto firma e torno a casa.
Chiamo quindi il mio santo ginecologo di Milano, il dottor Gallicchio Rocco (lo cito perché bisognerebbe fargli una statua d'oro) e chiedo consiglio a lui su come muovermi. Viste le betahcg alte dice di attendere, mi conferma che esistono metodi alternativi così come ricordavo, ma che comunque non gli sembra si possa trattare di extrauterina.
Attendo un paio di giorni, ripeto le betahcg e vado al pronto soccorso del Cervello: qua il trattamento è stato nettamente diverso. Sebbene in pronto soccorso abbiano una strumentazione antidiluviana (credo che sia lo stesso macchinario che utilizzavano 30 anni fa), i dottori mi danno tutta l'assistenza possibile e mi fanno tornare ogni due giorni per monitorare la situazione. Ma quale extrauterina?! la gravidanza c'è e procede!
A questo punto, mi rivolgo ad un privato di cui non farò nome, perché per quanto sia stato a mio parere uno stronzo, resta comunque un valido professionista.
Valutata la mia situazione e pappatosi ben 150 euro, conferma la presenza di un embrione che cresce, ma si rifiuta di seguire la gravidanza perché sussistono troppi problemi nella madre e ci vuole una struttura ospedaliera di appoggio.
Io continuo a perdere sangue e siamo già al terzo mese abbondante.
Arriva Natale e partono le contrazioni che da allora non mi hanno più abbandonata.
Dietro consiglio di più persone mi faccio seguire dall'ospedale Buccheri la Ferla: per carità, esistono anche validi dottori ed ha sicuramente degli strumenti all'avanguardia! Peccato che l'umanità, in molti, non sanno nemmeno cosa sia. Ti trattano più o meno come un pezzo della catena di montaggio che gli passa davanti. Spesso se fai una domanda, sembra che stai scavalcando un recinto elettrificato; addirittura, alla morfologica per aver fatto un paio di domande, il dottore Ch. (così chi vuol capire capisce) mi ha detto che ho osato rivolgergli la parola: e che sei? un dio in terra? scendi dal piedistallo e raccogli la merda che vai lasciando quando apri bocca, su! hai pure sbagliato la morfologica! dico la morfologica! E magari molto uomini che seguono il blog non hanno idea di cosa stiamo parlando, ma in gravidanza ufficialmente si farebbero 3 ecografie (nel mio caso invece se ne fa 1 ogni 3 settimane). La più importante è decisamente la morfologica perché dovrebbe essere quella approfondita che verifica che il feto non abbia malformazioni evidenti e in base a quella la donna può decidere anche se proseguire o meno la gravidanza.
Pare chiaro, quindi, che è una delle ecografie più importanti nei 9 mesi. Ecco, questo grande professorone me l'ha sbagliata! Ha registrato dei valori inferiori a quelli reali facendomi prendere un colpo al cuore (eravamo proprio al di sotto della normalità per quanto riguarda la circonferenza cranica e questo può essere indice di patologie) ma non solo non lo ha segnalato nel referto, ma per giunta non ha segnalato nemmeno un distacco di placenta (ecco perché continuavo ad avere perdite di sangue) evidente pure da me che non sono una ecografista!
A zappare! questo tipo, privatamente, si prende ben 200 euro a visita! non buttateci soldi! è un brocco!
E anche qui, ho chiesto l'aiuto del mio santo Rocco Gallicchio, il quale mi ha detto di rivolgermi subito ad un centro per fare un'ecografia di secondo livello. Così ho fatto.
Sono andata dal buon dottor Eugenio Tarallo (altro santo) che è pure mio medico di base, ma pare (e ammetto che lo sta dimostrando ampiamente) che sia un bravo ecografista.
Ma quale testa piccola e problemi! tutto a posto! la testa è sì piccola, ma avevano preso le misure sbagliate! E il distacco era chiaro ed evidente. Quindi a letto! e non si muova!
Obbedisco...
Arriviamo a Febbraio, 25° settimana se non erro. Torno al Buccheri a fare un'altra ecografia di controllo. La dottoressa di turno quel giorno mi chiede subito: "ma lei l'ha fatta l'amniocentesi?" No dottoressa, non l'ho fatta. Non l'ho fatta perché VOI mi avete detto che non era necessaria, che ormai si partorisce anche a 45 anni senza problemi, che lo screening (test che si fa a 13 settimane circa) era perfetto, che io non ho alcun familiare con problemi. "E ha sbagliato" incalza lei, senza dare altre spiegazioni. Continua a girare attorno a questa testa, dice al collega di segnalare che l'edema di non so cosa è molto evidente e bla bla bla, si lancia in una 3d del cranio e non aggiunge una parola mantenendo una faccia da funerale.
Mettetevi nei panni di una madre.... voi cosa avreste fatto? Chiaro che mi sono preoccupata e ho chiesto spiegazioni. Non mi sono state fornite spiegazioni se non un laconico: "era meglio che facesse l'amniocentesi". A questo punto, chiedo se il distacco era rientrato grazie al riposo oppure no. E sapete cosa mi ha risposto questa bella toma? "Signora, ma se doveva nascere ora, tanto valeva che morisse a 10 settimane!"
Sono uscita dalla stanza senza parole... ma che cavolo vuol dire?! Ma hai capito che stai parlando con una donna incinta?! ma hai capito che dentro di me sta crescendo una creatura che non so nemmeno se è sana, se non è sana, se rischio di perderla, se me la salvate se ci sono problemi?
Incalza anche che a 25 settimane, loro non la rianimano (e al Niguarda allora perché sì? cosa sono speciali? o i bambini al sud fanno più schifo di quelli del nord? o è mia figlia a farvi schifo per quello che credete di vedere ma non mi dite?).
Decido - e non potete darmi torto - di mandare a farsi un bagno il Buccheri la Ferla e torno da santo Eugenio Tarallo a rifarmi l'ennesima ecografia privatamente: il distacco c'è ma posso stare tranquilla per ora, sembra che si stia riassorbendo anche se ci sono tanti grumi (quindi di perdite ne ho continuamente); si raccomanda riposo assoluto.
L'indomani stesso, vado al Civico e all'Ingrassia. Il Civico può prendermi in carico ma ricevono soltanto il mercoledì mattina e non ci sono posti: devo andare lì e confidare nel buon cuore del dottore che visita.
All'Ingrassia, spiegata la situazione, mi prendono in carico loro.
I dottori, in generale, sembrano puntigliosi, preparati. La dottoressa Iaia, giovanissima e gentilissima, studia attentamente la mia situazione, guarda pure le cartelle relative alle gravidanze precedenti e fa la domanda fatidica: "ma perché non le hanno dato da prendere il cortisone a questa gravidanza?" "ma la vasosuprina per le contrazioni la sta prendendo? perché non gliel'hanno data se ha contrazioni da dicembre?" "perché non ha ripetuto gli esami X e Y ogni 3 settimane come prescritto nelle precedenti gravidanze?" Posso rispondere "ed io che minchia ne so?" vorrei capire... ma sono io la laureata in medicina o lo sono i dottori che mi hanno vista finora?
Comunque lei segnala tutto in cartella e mi spedisce a fare tutti quegli esami che i pirla che mi hanno guardata fino ad allora nell'altro ospedale non mi hanno fatto fare. E infatti gli esami erano sballati. Inizio quindi le terapie adeguate.
Ma la settimana dopo un nuovo episodio: siamo alla 28° settimana e iniziano contrazioni regolari e ravvicinate. Sembra che voglia partire il travaglio. E' presto, prestissimo. All'Ingrassia decidono di ricoverarmi. Inizio subito la terapia, mi rendo conto che i dottori sono in effetti scrupolosi e che, finché eravamo poche ricoverate riescono pure a lavorare bene. Peccato che al terzo giorno di ricovero iniziano i disagi... Un'orda barbarica di donne viene ricoverata riempendo ogni buco libero del reparto. Il dottore di turno quella notte è solo uno, l'ostetrica anche, l'infermiera anche. Non avranno pace tutta la notte.
Ci si rende conto subito che a livello organizzativo siamo in alto mare.
La stanza per i monitoraggi è uno sgabuzzino dove sono state posizionate due sedie a rotelle, sulle quali vengono fatte sedere le donne in gravidanza (anche quelle in travaglio! e vi garantisco che stare in quella posizione durante il travaglio è il peggio che ti possano costringere a subire)  e al centro si trovano gli apparecchi per il monitoraggio.
Il misuratore di pressione non sempre funziona bene. Le ostetriche spesso devono ricoprire il ruolo di infermiere perché pare che ci sia una sola infermiera disponibile durante il parto e se questa manca, non esiste sostituta (è successo mentre ero là). Sempre le ostetriche sono costrette a fare doppi turni per mancanza di personale. La sala parto non esiste: è stata chiusa dai NAS perché manca l'uscita di emergenza e si va a partorire in chirurgia, quindi su un altro piano, in altre condizioni, ecc ecc.
Neonatologia, sebbene sembri molto ben organizzata e mi pare che dia una buona assistenza al bambino, non dà alcuna notizia alla madre, se c'è un problema, anche per ore (visto con i miei occhi).
Durante le ore di non ricevimento, non si riesce a tener fuori i parenti che accorrono numerosi non rendendosi conto che quello dovrebbe essere un luogo di riposo, che le altre persone della stanza hanno bisogno anche di privacy (5 letti in una stanza se non si aggiunge qualche barella).
Letti, cuscini, lenzuola: i letti dovrebbero essere nuovi, peccato che alcuni non funzionano e rimangono sollevati senza possibilità di abbassarli, mentre altri rimangono distesi senza possibilità di alzarli; per non parlare del fatto che ne ho trovati alcuni sporchi di sangue! I cuscini e le lenzuola ad un certo punto finiscono: sono minori rispetto al numero di letti disponibili. Le lenzuola sono tutte bucate: si invitano le pazienti a portare lenzuola e cuscini da casa.
Se chiedi una coperta in più perché magari senti freddo, puoi morire.
Se chiedi di aiutarti a fare qualcosa, può capitare che qualche infermiera ti risponda di farti aiutare dal parente accompagnatore perché loro hanno già troppo da fare e sono stanche. (però accanto a queste pirla esistono anche infermiere splendide eh? ce n'è una deliziosa della quale purtroppo non so il nome, ma solo a guardarla in viso ti viene voglia di abbandonarti tra le sue braccia e di lasciarti coccolare).
Per il resto, le ostetriche lavorano davvero in condizioni ai limiti umani: avevano organizzato a spese loro i corsi preparto, accompagnamento per le donne in gravidanza, i piani nascita, ecc. Gli è stato tagliato tutto. Lì si partorisce ancora sdraiati sul letto come si faceva 30 anni fa (quando non decidono che bisogna fare il cesareo e in quei giorni ne ho visti fare veramente troppi).
Vedendo questa situazione, dopo 5 giorni di ricovero, appena finita la flebo e stabilito che non avevo più contrazioni, ho messo firma e sono tornata subito a casa.

Ma veniamo a lunedì scorso...
Torno all'Ingrassia per fare il controllo ecografico del terzo trimestre: 31 settimane.
Durante l'ecografia mi sento fare l'ennesima domanda: "ma perché non ha fatto l'amniocentesi?"
Avrei voluto lanciare il lettino in testa alla dottoressa, ma mi sono limitata a dire che mi è stato detto che non era necessaria e bla bla bla (vedere sopra).
"Male" mi sento rispondere.
Non vi sarebbe salita la carogna?
Insomma cosa c'è che non va?
Eh la testa ha un ritardo di 5 settimane....
Cosa?!
di cosa stiamo parlando scusi?
E' normale? nessuna risposta...
torno a casa con un magone che non finisce più.
L'indomani mattina dopo una notte insonne, mi presento all'altro ospedale di Palermo dove vengo seguita in ematologia: il Cervello.
Qui la segretaria non vuole farmi ricevere perché ci vuole l'appuntamento. Bene e quando me lo potrebbe dare? "a luglio!" Ma sei scema o cosa? a luglio? guarda che io partorisco il prossimo mese eh? il prossimo mese è maggio, mica luglio! mi serve ORA! Ok, di qui non mi muovo fino a quando non mi fate vedere un dottore che possa valutare se c'è un problema di accrescimento.
E così ho fatto.
Fatti i controlli del caso, mi sento ripetere per l'ennesima volta la stessa domanda: "ma lei perché non ha fatto l'amniocentesi?" a questo punto le palle hanno cominciato a girarmi a mille!
Ho voluto vedere un dottore per capire la motivazione di questa domanda ricorrente e ossessiva!
Mi dite che diavolo c'è che non va?!
Mi dicono che il sospetto era di una malattia cromosomica o di una microcefalia...
Sono morta lì: credo che il mio cuore si sia fermato per non so quanto tempo.
Tornata a casa ero in crisi. Mi sentivo in colpa per non aver fatto tutto il possibile per saperlo prima. Mi sono chiesta che cosa stesse crescendo dentro di me, cosa stesse succedendo davvero.
Ho chiesto riscontro anche all'ospedale Ingrassia e anche loro mi hanno confermato quanto detto da quel dottore del Cervello. Questo in base all'ecografia fatta da quella stronza di lunedì!
Non potevo attendere oltre.
Ho richiamato i due miei santi Rocco Gallicchio a Milano ed Eugenio Tarallo a Palermo e ho chiesto cosa dovevo fare (già che c'ero, dietro consiglio di amiche, ho sentito anche il Policlinico di Roma al numero rosso).
Eugenio mi ha ricevuta giovedì pomeriggio: ma quale problema? ma che diamine hanno detto? Hanno preso male le misure!!!! ma mica di poco eh? stiamo parlando di 1 cm in meno per la testa e 3 cm in più per la pancia! stiamo parlando di non saper fare un'ecografia altrettanto importante come quella morfologica! stiamo parlando che in ospedale pare ci siano calzolai - e nemmeno tanto bravi - invece che persone esperte e rassicuranti!
Stiamo parlando che mi hanno fatto perdere almeno 30 anni di vita senza nessun motivo!
Sono tornata a casa e ancora non ci potevo credere. Mi sono riguardata le nuove ecografie, ho verificato il grafico di accrescimento ed era vero! sì la testolina è piccina e sì è un po' allungata (la mia piccola alien!) ma non c'è nessun motivo per pensare che ci possa essere qualche patologia!

Ora.... mi scuso se mi sono dilungata e se ho usato questo spazio per raccontarvi delle faccende molto personali che molti di voi probabilmente non sono interessati a leggere, ma sono convinta che queste situazioni di merda vadano denunciate! e siccome il sistema non ci aiuta a tutelarci in modo adeguato, il web, la diffusione dell'informazione non ufficiale, sicuramente arriva prima e direttamente a chi vuole ascoltare! Quando un domani, una donna incinta dovrà scegliere dove andare a farsi seguire qui a Palermo, saprà cosa le potrebbe attendere. Ed uso il condizionale perché non posso non ammettere che ho trovato anche delle persone di cuore in queste strutture fatiscenti e mal assortite: al Buccheri un ringraziamento speciale ai dottori Puccio, Marletta e Sorrentino (ah se mi avesse sempre vista lei, probabilmente sarei rimasta là). All'Ingrassia al dottor Polizzotto e Cammarata. I miei santi ve li ho già nominati: Rocco Gallicchio ed Eugenio Tarallo.
E adesso? adesso penso di rivolgermi all'ultimo ospedale rimasto: il Civico. E speriamo che il mio angelo custode non vada in vacanza proprio ora.

venerdì 29 aprile 2011

Addii, odi e chiarimenti

Buongiorno a chiunque ancora pensi a me.
Mi va di fare la melodrammatica stamattina ok?
Questo è un addio: non arrivederci, proprio addio.
Non chiudo il blog perché fa parte della mia vita, di una fase della vita che ho vissuto e che mi è piaciuta fino ad un certo punto.
Ho lavorato sodo, ci ho messo impegno, mi sono sbattuta gratis, mi sono fatta venire prima svogliatezza, poi depressione e tale sono: depressa.
Depressa perché vedo porcherie cosmiche pubblicate in rete che riescono a raggiungere 800 post di commenti con su scritto "che bello, che buono, che bravo/a".
Depressa perché la vita è bella, ma sa anche fare tanto schifo e non renderti giustizia come meriti.
Depressa perché pensi di aver trovato un amico/a e che dietro ci sta un tesoro, invece ci sta merda, credetemi, ci sta merda.
Depressa perché sono in cura proprio per questo: depressione.
Sarà stata colpa di tutte le promesse che NESSUNO di quegli stronzi di chef che mi avevano illusa hanno mantenuto MAI?!
no, non diamo la colpa agli altri: semplicemente io sono debole e sono stata divorata dagli squali.
Mi sono lasciata divorare, perché bastava un bel vaffanculo da subito come consigliatomi, giustamente, da tempo da Marco che so leggerà questo post.
Ho abbandonato le padelle e abbracciato i surgelati: pensate un po'.
Non ho più fatto inviti a cena, perché vedere le persone mi fa schifo: sì schifo. Mi fa schifo la gente, la massa, la folla, tanto da provocarmi attacchi di panico in pubblico e farmi prendere per drogata, mica per povera malata di mente quale sono.
Ora mi sto concentrando solo su un concorso che non c'entra un fico secco con la cucina, ma che sicuramente almeno, se lo vinco, quello che promette lo mantiene: un posto di lavoro e tanti soldi.
Chi ho avuto con me accanto in questi anni?
solo mio marito, che mi ha sopportata nei momenti più difficili (e vi garantisco che ce ne sono stati) e i miei genitori (con i quali facciamo a pugni, ma ci sono, oh sì ci sono sempre).
Mi hanno sopportata anche lo psichiatra e la psicologa, che ringrazio pubblicamente perché mai nessuno si era interessato a me come stanno facendo loro: certo è il loro lavoro, ma mi fanno sentire non un paziente qualunque, ma importante e comprendono, finalmente, comprendono quello che dicono, senza giudicare.
Il chiarimento ci voleva, no?
E poi, come se non bastasse, non ho soldi per andarli a spendere in ricette elaborate.
Vi interessa la salsiccia col sugo? quella ancora posso darvela come ricetta, ma credo che sappiate farla già.
Non sono chef, non sono nemmeno cuoco, non sono un bel niente di niente.
Forse sarei potuta essere giornalista e forse lo potrei ancora essere: le parole non mi mancano, le idee nemmeno, ma scriverei di cronaca, mi batterei per la nostra sacra Costituzione, per la nostra Storia dimenticata, per quella che è stata riscritta e ci vogliono propinare per buona.
Insomma mi piace altro.
Fine dell'hobby.
Magari un giorno riprenderò, quando starò meglio, quando il mondo non mi farà schifo come adesso, quando anche solo una persona di quelli che hanno promesso, realizzeranno le aspettative create.
Un abbraccio e buona continuazione sul web

sabato 12 giugno 2010

Cappuccio e brioche (dedicato a Febo)


Febo è morto.
Entro al bar in piazza a Terrasini: sono le 10.30 e lui dovrebbe essere là.
Invece il suo posto è vuoto.
La sua voce stridula, da ultracentenario, non riecheggia più per le salette del bar.

Il piccolo mi guarda incuriosito e poi lo chiede: “dov’è Babbo Natale?”
Prendo coraggio e chiedo al barista, ma già conosco la risposta: Febo è morto. Babbo Natale, come amava farsi chiamare, è morto.
Non potremo più ascoltare le sue storie di inizio ‘900, di suo padre fuggitivo in Francia, la belle epoque, la storia d’Italia e d’Europa, disegnata sul suo volto, ruga per ruga, cicatrice per cicatrice.
Era Babbo Natale e regalava novelle dal sapore antico, un Babbo Natale toscano, chissà perché rifugiatosi in questo paesino di mare della Sicilia: ormai questo non potrà raccontarmelo più.
Non si sapeva quanto le sue storie fossero vere e quante invece le avesse sognate la notte prima, ma era bello ascoltare e vivere le battaglie, le belle donne, un’Italia, che non sapeva ancora di esistere, ma che sperava presto di diventare unita.
Il bar sembra più vuoto adesso, spento, ha perso l’anima della Storia.

In memoria di Febo, delle sue colazioni e del suo cappuccino e croissant, parliamo del cappuccino perfetto.
Va da sé che per poterlo preparare bisogna avere il getto di vapore della macchina da caffè (anche se il manuale bimby millanta la possibilità di crearlo con questo robot).
Interrogando Alberto del bar Saltment di Abbiategrasso (che ci ha fornito il materiale per le foto allegate), fa notare che in verità il cappuccino perfetto non esiste: ognuno ha il suo preferito. Chi lo vorrebbe con caffè d’orzo, chi lo preferisce più scuro, chi più chiaro, chi senza schiuma (quasi come un latte macchiato), chi lo vuole freddo, chi lo vuole bollente. Ma esiste una regola generale per permetterci di realizzarne uno dignitoso anche a casa.


Ingredienti per un cappuccino
1 tazzina di caffè ristretto
150 ml di latte intero o al limite parzialmente scremato

Procedimento
Il contenitore per riscaldare il latte deve essere obbligatoriamente di metallo: lo si deve riempire per 1/3 con latte rigorosamente freddo. Il latte migliore deve essere grasso: il parzialmente scremato non produrrà la stessa quantità di crema.
Accendere il getto d’aria e lasciar sfogare per qualche minuto per eliminare residui di acqua che rovinerebbero il risultato finale.
Infilare il beccuccio dentro il bricco con il latte perpendicolare alla superficie e sollevare il bricco man mano che la schiuma si solleva e il volume del latte aumenta.
Una volta che il contenitore di metallo si riscalda, inclinarlo leggermente rispetto al beccuccio, lasciandolo sempre immerso nel latte.
Si dovrebbe formare un vortice: continuare fino al raddoppio del volume.
Per distribuire in modo uniforme la crema, battere leggermente su un panno il bricco e poi versare sopra al caffè in tazza di ceramica.

mercoledì 2 giugno 2010

Sud e nord si incontrano a tavola (Marcello V vs Tano S)

(la foto qui sopra è di Roberto Granatiero)

In attesa di riprendere attivamente a scrivere sia per il blog che per il magazine del Mangione, mi diletto ad andare a cena fuori, lasciandomi tentare dai piaceri della tavola (e attentando, nel mentre, alla linea!).

Giovedì 27 maggio, presso il ristorante Tano passami l'olio (di Tano Simonato), si è svolto uno dei più attesi eventi dei blogger lombardi: Marcello Valentino si è dato da fare ai fornelli della cucina stellata di Tano, proponendoci i suoi piatti, ma rivisti in chiave meneghina.
Così un macco di fave, di tradizione decisamente mediterranea, si è sposato dignitosamente con i missoltini dei laghi lombardi, gli spaghettoni fatti in casa col gambero crudo di Mazara del Vallo hanno condiviso il piatto con una cremosa salsa di parmigiano e così via.
La sala, piacevolmente arredata, era gremita di persone, tutti "fan" affezionati di Marcello, ma anche qualche assiduo frequentatore di casa Simonato.

Io, Anna Maria col marito e l'amica Veronica eravamo nella seconda saletta, in fondo al locale: tavolo spazioso, sede comode, uno specchio antico a sovrastare sulla stanza, una bacheca con grappe e oli, gli oli di Tano, la pazienza smisurata delle nostre cameriere che hanno sopportato i continui click e il mio cavalletto per reggere la macchina fotografica, luce soffusa e musica di sottofondo per tutti i gusti, ma mai invadente.
Marcello e Tano si alternavano tra i tavoli a coccolare gli avventori, cercando di catturare gli sguardi compiaciuti e soddisfatti.
Un buonissimo Ribolla Gialla (di cui - chiedo venia - non ricordo più il nome) ha allietato il nostro desco.

L'inizio, preparato dal bravo Tano, è stato promettente: una gelatina delicatissima felicemente aromatizzata da pomodorino confit e un po' di pesto, nonché sottolineato dalla scelta di olio di Tano. Indubbiamente affascinante il percorso parallelo alla scoperta di nuovi oli che stuzzicano il palato oppure, semplicemente, esaltano il sapore naturale di certe preparazioni: Tano, in questo, è maestro ed è stato il nostro mentore per tutta la serata.

Subito a seguire, è arrivato un piatto di alici a beccafico con salsa di agrumi e zafferano, cipolline caramellate e assaggio di couscous tostato: i sapori iniziano a farsi più decisi e sento la mano di Marcello, che abbraccia i sapori di Tano.

E' la volta del macco di fave, principe della cucina povera siciliana: qui la firma di Marcello si sente fortemente e i sapori si fanno più decisi, più riconoscibili. La presenza del missoltino non disturba, mentre l'arancia e il profumo del finocchietto inebriano la mente...

Senza darci il tempo di riprenderci dal piacere delle fave, arriva l'insalata palermitana a spasso per Milano: da mangiare in un solo boccone, partendo dall'arancia e dall'oliva, superando il finocchio, per finire alle acciughe ricoperte dal tartufo.


Pausa di riflessione e scambio di opinioni e arriva Marcello che, guardandomi dritta negli occhi mi dice: "voglio vedere che faccia fai!"

Ancora increduli per la bontà del piatto, veniamo letteralmente travolti dal sapore della seconda pasta: anellini siciliani con sarde alla paolina, nuvola di grana padano alla liquirizia e fiori di finocchio. A mio avviso, la preparazione più entusiasmante della serata: in sè aveva tutta la memoria storica della Sicilia e mi sentivo veramente a casa... Un po' come quando Egò assaggia la ratatouille e rivede sè stesso piccolo: ecco io sono rimasta folgorata e qualche lacrimuccia d'emozione ha solcato il viso.
Una lunga attesa per il maialino su letto di verza speziata, riduzione di rosso lombardo, salsa di agrumi e tortino di patata affumicata, ma ben ricompensata dal sapore del piatto. Veronica rimarrà colpita da quest'altro piatto e anche io devo dire che avrei strizzato l'occhio se mi avessero proposto un'altra porzione. Il maialino era delicatissimo e morbido, cotto da manuale a bassa temperatura e accompagnato da un'ottima verza.

A chiudere la serata due dessert, scoprirò più tardi che solo uno dei due è di Marcello, mentre l'altro è un cavallo di battaglia di Tano: parfait di pistacchi di Bronte con blassa di fondente e pistacchi caramellati, cannoli croccanti di mandorla con mousse di ricotta, limone candito in crema di agrumi e marmellata di mandorle.


Tutto ottimo, tutto irripetibile (ma speriamo invece di poter ripetere presto!), in una bella location, coccolati dal bravo padrone di casa e dallo chef Marcello che merita attenzione e tutto il successo che sta ottenendo.
Grazie amici: è stata una serata meravigliosa.
Ancora una bellissima foto di Tano e Marcello, presumibilmente scattata da Mimma, la moglie di Marcello.
Infine, io e Anna Maria compiaciute a fine serata.

giovedì 29 aprile 2010

Finalissime di Blogcafè: mancano due giorni!

In verità, ho detto tutto nel titolo, ma val la pena spendere due parole in più.
Innanzitutto per ringraziarvi: sì ringraziare tutti quelli che stanno credendo in me e in Mimmo Alba e ci hanno portati ad essere tra i tre finalisti della categoria "chef" a blogcafè, all'interno della manifestazione Squisito 2010.
Le percentuali di accesso al blog "Fiori di cappero", dopo la selezione a quest'evento, sono aumentate di molto e questo, sicuramente, ci riempe immensamente di gioia, perché, così, sicuramente, anche chi ancora non ci conosceva, ci ha conosciuti, ha iniziato a seguirci, a lasciare traccia del loro passaggio (pochi commenti però, peccato!).
Adesso, vorremmo chiedere l'ultimo sforzo a chi ci vuole bene, a chi ha voglia di vedere NOI vincitori di questa edizione.
Per votarci, bisogna collegarsi al sito di Squisito e registrarsi (sotto il logo, c'è la voce "crea nuovo account").
A questo punto, riceverete una mail con un link diretto alla votazione: cliccate su accedi e guardate a destra, sempre sotto al logo.
Trovate la categoria chef e lì il vostro amato "fiori di cappero" di Mimmo Alba.
Non possiamo far altro che ringraziarvi in anticipo e sperare di vincere.
Ma anche se non dovessimo arrivare primi, avremo già vinto, perché abbiamo saputo chi e quanti ci vogliono bene e sperano nella nostra vittoria e questo già è sufficiente per esultare, perché sicuramente siete tanti, tantissimi!

ps. chi lo avesse fatto nella prima fase, quella delle preselezioni, ora può rivotare, richiedendo la nuova password: il procedimento, per il resto rimane invariato. Comunque potete contattarmi per qualsiasi chiarimento o dubbio.

ps.2 in bocca al lupo a tutti i partecipanti!

venerdì 9 aprile 2010

La storia del macco di fave





La storia che mi accingo a raccontarvi non è una storia d’amore, ma la storia di un gesto d’amore.

Avevo solo 23 anni, un marito, una figlia, un padre, una madre, due suoceri e un cognato, un’agenzia di viaggi troppo piccola e una casa troppo grande.
Sembravo un personaggio partorito dalla mente di Italo Svevo: tutti pretendevano qualcosa da me, ma nessuno si accorgeva di cosa io avessi bisogno e, soprattutto, non riuscivo a soddisfare nessuno, nonostante i miei numerosi sforzi.
Ventiquattrore erano diventate troppo poche e, per far felici tutti, riuscivo a dormire un paio, forse tre, ore a notte, ma per il quieto vivere si fa questo ed altro.

Un giorno, nell’agenzia di viaggi, entrò un mio amico accompagnato da un ragazzo: qualcosa mi spingeva verso di lui… Io dovevo sapere chi era. In qualche modo, riuscii a vendergli quello di cui aveva bisogno e conservai il suo numero di telefono. Non c’era stato molto tempo per conoscerci: l’indomani, lui partì per andare a lavorare come cuoco in un albergo di Santorini.
Dopo tre mesi, è tornato dalla Grecia.

Erano passati 26 giorni dall’ultima volta che avevo mangiato qualcosa e non se ne era accorto nessuno.
Ventisei giorni di digiuno assoluto, mai un crampo, mai un cedimento e nessuno vedeva che ero solo il fantasma di me stessa, con quei 39 kg appena.
Non so perché l’ho fatto, ma ho scelto lui per chiedergli aiuto.
Una sola telefonata, ad uno sconosciuto, dopo mesi di silenzio, solo per dirgli: “non mangio da quasi un mese”. La risposta all’altro capo del telefono è stata: “sei in agenzia? Sto arrivando”.

Mezz’ora dopo lui era lì, accanto a me. Mi ha presa per mano e mi ha portata dal nostro amico in comune: anche il fratello di questo ragazzo era appena tornato dalla Grecia e aveva portato con sé delle fave “dolcissime – continuava Marco – sto preparando un macco che sognerai anche di notte”.
Tutte quelle persone… attorno a me… sconosciuti che si prodigavano per farmi venire voglia di portare in bocca qualcosa: finalmente qualcuno si era accorto della mia esistenza…
Fabio, il mio angelo, ha immerso un cucchiaio nella minestra e lo ha portato su, vicino alla bocca, soffiando delicatamente, come farebbe la mamma per il proprio bambino. Poi si è rivolto verso di me e ha avvicinato il cucchiaio alla mia di bocca: l’ho aperta riconoscente, come se dovessi fare la comunione. Non mi importava più niente del resto, non mi importava più niente di chi attorno a me mi stava ignorando: finalmente qualcuno si era accorto della mia esistenza!
Da allora, il macco di fave è rimasto, per me, il simbolo del ritorno in vita, della gioia della convivialità, del bisogno di ricevere e dare affetto.

Macco di fave e finocchietto con rana pescatrice
(piatto unico)

Ingredienti per 4 persone
350 g di fave secche
1 mazzo di finocchietto selvatico
3 spicchi di aglio
1 peperoncino
10 cucchiai di olio extravergine d’oliva (possibilmente nocellara del Belice)
1 coda di rana pescatrice
50 g di farina 00
½ bicchiere di vino bianco secco (meglio se inzolia)
1 cucchiaio di olio per saltare il pesce
16 pomodorini confit

Per il macco di fave
12 ore prima di iniziare, mettere a bagno le fave in acqua e, se con buccia, eliminarla prima della cottura.
In un’ampia pentola, versare 3 cucchiai di olio, l’aglio in camicia e il peperoncino sminuzzato.
Far insaporire a fiamma media (l’aglio non deve bruciare) ed eliminare l’aglio.
Aggiungere il finocchietto, sgranato e tritato.
Aggiungere le fave e rosolare per qualche minuto.
Coprire con acqua e cuocere per almeno 30-40 minuti.
(Se necessario, versare altra acqua nel corso della cottura, che dovrà essere a fiamma bassa-media).
Una volta che le fave saranno cotte, dovrebbero risultare già frantumate, ma per ottenere una crema densa e vellutata, aggiungere ancora un po’ di olio evo e frullare col minipimer (per non esagerare con l’olio, ci si può aiutare anche con un po’ di acqua calda).
Regolare di sale, se necessario.

Per la rana pescatrice
Eliminare la pelle e l’osso centrale.
Sfilettare la rana e ricavarne tanti cubotti.
Passare il pesce nella farina ed eliminare l’eccesso aiutandosi con un colino a maglia metallica.
In una padella, versare un paio di cucchiai di olio e far rosolare il pesce fino a doratura.
Spruzzare di vino bianco e lasiare evaporare l’alcool.
Salare e pepare se necessario e a proprio gusto.
Tenere da parte in caldo fino al momento di servire.

Per i pomodorini confit (qualora non li si avesse già a disposizione):
Pulire i pomodorini e praticare un taglio nella parte bassa della pelle (non profondo).
Portare a bollore un pentolino con l’acqua e tuffarvi dentro i pomodorini.
Dopo 1-2 minuti tirarli via.
Lasciar raffreddare.
Eliminare la pelle e tagliare a metà per svuotarli dei semi e dell’acqua di coltura.
Porre le falde di pomodorino su una teglia da forno, spolverizzarli con sale, zucchero (un cucchiaino), pepe e timo.
Infornare a 120-130° per circa un’oretta (se non resistete e decidete di accellerare i tempi portando la temperatura a 140°-150°, considerate che dovete tenere gli occhi aperti perché il rischio di bruciarli è alto).

Definizione del piatto
In un piatto fondo, porre la crema di fave calda.
Al centro predisporre i cubotti di pesce.
Attorno i petali di pomodorino confit.
Definire con un filo d’olio extravergine d’oliva (ho usato il Lorenzo n.1)

giovedì 28 maggio 2009

Cosa bolle in pentola?

Sono scomparsa, ma non del tutto.
Qualcuno si chiedera' che fine abbia fatto (ma anche no).
L'assenza prolungata non e' dovuta a problemi, bensi', semplicemente, a impegni lavorativi che mi assorbono completamente.
Fondamentalmente, io cucino la sera.
Ma la sera, ora, spesso, sono a lavorare in un ristorante.
Quindi, anche se cucino comunque per la famiglia (dovranno pur mangiare...), non posso proprio fotografare quel che produco.
In piu', sono occupata da un'opera lunga e complessa che mi prende tantissimo tempo, togliendomi la voglia di scrivere altro.
Ma presto la mole di lavoro diminuira' e allora dovrete ancora sopportarmi con le mie sperimentazioni.
Un saluto a chi mi segue, ma anche a chi passa di qui per caso: sto lavorando anche per voi!

venerdì 9 gennaio 2009

Un post di ringraziamenti per premi




in passato, avevo pensato di non prendere premi, perche' non avrei saputo come riassegnarli... e perche' pensavo di non meritarli.
Oggi le cose sono un po' cambiate.
Questa cosa dei premi mi sembra un riconoscimento carino, se fatto in modo sensato e se viene effettivamente fatto perche' davvero si pensa che quella persona il premio lo meriti.
E' in questa luce che apprezzo moltissimo che Sabrina ed Evelin per avermi assegnato i premi che vedete qui sopra.
Grazie mille ragazze: sono molto graditi.

ora, da quel che ho capito, devo assegnarli a qualche altro blog.... difficile scegliere tra quante persone bellissime e carinissime che ho conosciuto in questi mesi...

ecco dunque che assegno i premi "love your blog" e "amazing blog" alle seguenti persone:
Magica sorby perche' e' dolcissima

Agave Palermo blog perche' non saprei farne a meno

e a tutti e tre i premi vanno a:

il criceto goloso perche' sei troppo brava

qualcosa di rosso perche' le tue ricette sono gioia per il cuore, gli occhi e la gola

manu e silvia perche' non avevo mai visto due ragazze piu' presenti nel mondo dei blog

alla carissima Viviana perche' Viviana e' Viviana

fuori menu perche' sono nuovi, sono giovani, sono bravi e meritano di essere conosciuti

panettona perche' panettona e' la mia complice di pasticci casalinghi :D

martedì 9 dicembre 2008

Un giorno speciale: in cucina con Riccardo Frola

Tutto e' nato per caso...
chiacchieravamo assieme su msn, io e Riccardo.
Ad un certo punto, senza che me l'aspettassi, mi ha chiesto di andare da lui a fare una giornata in stage....
io? in stage? con Riccardo? maddai!!!
pensavo lo dicesse tanto per dire...
La nebbia e il ghiaccio dei giorni successivi, ci hanno costretto a rimandare il tutto, ma finalmente quel giorno e' arrivato... e' accaduto tutto ieri...
Alle 7.00 mi sono svegliata con il solo pensiero che questo era il mio banco di prova: e non parlo di bravura ma di attitudine.
Perche' la bravura, anzi la consapevolezza e la velocita' si acquisiscono sul campo, tentando e ritentando, col tempo; ma l'attitudine e la dimistichezza in una cucina professionale, si possono comprendere gia' al battesimo...
E questo per me e' stato davvero un battesimo.
La cucina di Riccardo e' grande ed accogliente, ma la differenza la fa Riccardo stesso... Non sarebbe stata la stessa cosa se al mio battesimo ci fosse stata una persona poco comprensiva e paziente. Probabilmente, nello stesso momento in cui ho lasciato crudo il pane africano oppure quando ho schizzato tutta la ricotta addosso allo chef, qualcun altro mi avrebbe lanciato padelle roventi addosso (ogni riferimento a fatti o persone NON e' casuale :ahaha: ), ma Riccardo no... per quanto il ciglio destro avesse tremolato come per un tic nervoso, mi ha dato coraggio ad andare avanti.
Mi ha insegnato tante cose... ma soprattutto mi ha fatto capire quanto bello sia lavorare in un bel gruppo, aiutarsi l'un l'altro, collaborare per rendere e offrire il meglio.

E' stata un'esperienza davvero bella, bella, bella e spero di poterla ripetere all'infinito, perche' mi sembrava di esserci sempre stata la', con loro!

Due paroline le spendo volentieri anche su Alessandro: vi sembrava matto? lo e'! ma e' anche di una dolcezza disarmante. Sembro un folletto :mrgreen:
Se li conoscerete, non potrete piu farne a meno : Sailor :

Grazie Riccardo e Alessandro per questa opportunita' che mi avete regalato e pure per gli splendidi cucchiaini da textures di Adria': non so quando potro' utilizzarli, ma sono un invito a continuare 8))
Grazie mille per essere stati con me: e' stata una splendida giornata!

-------------------------------

dettagli della giornata:

sono arrivata alle 10.30 a genova nei pressi del ristorante di Riccardo.
Ad attendermi al luogo dell'appuntamento c'era Alessandro, piu' folletto che mai.
E fuori dalla porta Riccardo...
Dolce, dolcissimo Riccardo. Mi e' sembrato di incontrare un amico che non vedevo da tanto tempo e non di conoscerlo per la prima volta!
Entrata in cucina, mi ha subito offerto un grembiule con su scritto "le fragole rosse".
Che emozione!
Di mattina ho soprattutto assistito alla preparazione per il pranzo (e ho potuto assaggiare qualcosina di Riccardo e di suo padre).
Finito il servizio, ci siamo messi all'opera.
Abbiamo preparato il pane nero di seppie (ho tutti i passaggi, non temete), il pane africano, il preparato per fare gli gnocchi di ricotta, con cui ho fatto le quenelle, poi l'ho aiutato con i gamberoni, a pulirli e tagliarli, ho aiutato a preparare l'entree aggiungendo qua e la' qualcosina dietro suo suggerimento, abbiamo fatto gli esercizi per fare i disegni con le riduzioni, ho mangiato un suo dolce fantastico!!! gli ho visto fare qualche gioco chimico con i barattoli di Adria' ;-)) gia' che c'ero ho aiutato Alessandro a preparare la sala e... buh per ora non mi viene in mente altro :D

lunedì 8 dicembre 2008

la fanatica di radio capital





Certo... ammetto di tenere accesa la radio praticamente 10 ore al giorno... e ammetto pure che e' sintonizzata SEMPRE su radio Capital (diciamo che il caffe' prima e seconda parte non li perdo mai e le altre trasmissioni spesso si', ma qualche volta sfuggono), ma non avrei mai immaginato di creare un MOSTRO!
Maya, la piccola fanatica della mia radio preferita.... ha detto prima Mary e poi mamma....

Ricordiamoci di richard wright (16 settembre 2008)

Ieri non ho fatto in tempo a scrivere nulla, anche perche' tra una cosa e l'altra ho continuato a rimandare. Ma oggi, prima che passi inosservato, voglio dedicare due righe del mio blog alla memoria di questo personaggio.

I Pink Floyd erano e rimangono uno dei miei gruppi musicali preferiti, in assoluto.

Quando ho sentito la notizia in tv, stavo cucinando (e ti pareva): mi sono fermata e sono corsa ad ascoltare la notizia.

E' stato deludente constatare che gli hanno dedicato piu' o meno due frasi in croce, senza nessuna commemorazione, senza nemmeno quei memoriali retorici che ci propinano ogni volta che muore qualche politico che ha rappresentato poco o nulla per la nostra esistenza.

Invece Richard Wright, con le sue opere, ha accompagnato parte della mia gioventu'.... Ho vissuto i Pink Floyd indirettamente (ho solo 35 anni): me li ha fatti conoscere Vincenzo Castellini (anzi ne approfitto: lo sto cercando disperatamente, quindi se qualcuno ha notizie, gli sarei grata di aiutarmi a mettermi in contatto con lui) Eravamo in terza liceo... ultimo anno del classico. Lui veniva dal Convitto Nazionale ed era l'ultimo arrivato della nostra classe. Dire che ci siamo trovati subito non basta: io adoravo Vincenzo, che chiamavo, a ragion veduta, fratello! Perche' questo eravamo: fratello e sorella.

Ricordo in particolare un pomeriggio, a casa dei miei genitori: sono venuti a casa Vincenzo e Gabriella (un'altra nostra amica comune). Era un pomeriggio un po' tossico: abbiamo tostato delle sigarette nel forno e abbiamo fatto un the' con l'origano. Sicuramente ci siamo fatti grasse risate :D Anche perche', ad un certo punto, abbiamo acceso la tv e davano Strega per amore. Una puntata al limite del normale: non so bene per quale motivo, Samantha aveva richiamato uno strano uccello (che poi era lo zio travestito...). Vincenzo, preso da un raptus di follia, ha iniziato a ripetere le mosse di quello strano animale e gli stessi versi. Gabriella lo ha seguito a ruota. Ma quanto eravamo scemi?!

Ecco! di sottofondo a questa follia, i Pink Floyd la facevano da padrone, seguiti dai Led Zeppelin e dai Doors.....

Addio Richard Wright e grazie di tutto.

addio lentine, benvenuti occhiali



Purtroppo, poiche' non sono per niente abituata a usare le unghia lunghe (e le ho fatte crescere), inavertitamente ho graffiato l'occhio destro nel toglierne una.

Cosi', da ormai un paio di settimane, porto gli occhiali.

Ho pensato che vi avrebbe fatto piacere che faccia da fessa che ho con gli occhiali :D

E allora, eccovi accontentati :D

La mia prova del cuoco sulla Costa


Sulla nave, la cosa piu' divertente che ho fatto e' stato partecipare alla prova del cuoco.

Avrei vinto, ma non mi sento di aver vinto in realta': ho usato l'aglio come se fosse granella di mandorle... mi spiac enon potervi mostrare la foto dell'oggetto per farvi capire che era cosi': giallino e a granella. Non ho avuto dubbi sul fatto che fosse mandorla e non aglio, anche perche' nn profumava di nulla. Ci hanno presentato tutto quanto gia' tagliato, non ci hanno dato nemmeno un coltello in mano e volevano premiare anche la presentazione (categoria per cui io avrei vinto). I componenti erano pomodorini tagliati a meta', paccheri gia' cotti che si rompevano tra le mani, rucola, olive nere sacla', cipolla tritata, aglio a granella, cicale, vino rosso e olio. Con questi ingredienti, bisognava tirar fuori una ricetta.

Sarei molto curiosa di conoscere le vostre versioni di ricetta: potete usare tutti gli ingredienti o solo alcuni di essi. Scrivete di seguito quale sarebbe stata la vostra versione

prima in crociera, poi a palermo






Avete visto che sono un po' assente no?

eh gia'... anche per il mio blog e' iniziato il periodo delle vacanze.

Sono partita il 14 giugno mattina per Venezia, per imbarcarmi, l'indomani, sulla Costa Serena alla volta del mediterraneo Orientale fino all'Egeo e oltre e sono rientrata domenica sera.

La crociera e' stata bella per le tappe toccate (Dubrovnik, Istanbul, Smirne, Katacolon), ma penso che sia la nave peggiore della Costa. Ero gia' stata in crociera anni addietro: un altro mondo.

Animazione quasi nulla e per niente organizzata. Cibo pessimo. Un'americanata! Si vede proprio che la Costa e' passata alle Carnival: il low cost del mare.

Pero' di low cost c'e' ben poco... le cifre restano quelle della Costa, ma la qualita' e' quella delle Carnival. terribile!

Sono stata felice invece di stare a stretto contatto con i miei e con Chiara per piu' di una settimana: e' stato emozionante.

Metto qualche foto

due giornate speciali


Innanzitutto voglio mettervi questa foto: e' stata scattata da Mari' per il compleanno di suo figlio Glauco.

Una bella festa! mi dispiace soltanto non avere una foto di me e lei assieme, altrimenti avrei voluto conservarla qui.

Ma come vedete, Mari' ha scattato questa bellissima foto (secondo me) di Ruggero e Maya in versione anni 30: mi fanno impazzire!

L'altra giornata speciale l'ho vissuta ieri a casa di manu.

Ho rivisto manu, abbracciato la mia cara nene e ho conosciuto Solange! miiii non potete capire cosa vi siete persi se non avete conosciuto il sole in persona :D

Meno male che Manu e' stata bravissima e ci ha scattato una foto a tutte e tre assieme D

Questa immagine voglio conservarla a lungo nel mio cuore ^_^

E' stata scattata mentre cercavo disperatamente di tagliare la setteveli finita in freezer causa troppo caldo! peccato che il croccante sia diventato troppo duro e ho dovuto ricorrere alla forza bruta per fare le fette :D

Ringrazio Rossella, il sempreterno e onnipresente Nicolo' Vellino e buona parte del forum gennarino.org (che inconsciamente mi ha aiutata) per aver realizzato uno spatafascio buonissimo ;) (torta perfetta, ma purtroppo mi si e' squagliata tra le braccia nel trasporto)

Sigur Marcello







Hulka e altre interpretazioni


nnanzitutto ringrazio Sigur (il mio caro amico Marcello, abbordato su un forum tempo fa, perche' mi risultava interessante: oh se avevo ragione! e' assolutamente interessante e affascinante). Lo ringrazio per avermi fornito questa e altre foto, non solo con mia figlia protagonista, ma con lui stesso.

Prima finisco di parlarvi di questa foto, dopo aggiungo qualche altra che ha creato Marcello.

Per farla breve, Maya era tutta sporca di cioccolato: le ho detto che non le avrei dato altro cioccolato e lei mi ha risposto con questa faccia qui. ma non avevo la macchina fotografica pronta, quindi le ho detto "mettiti cattiva!" e lei l'ha rifatta!!!!

ahahhaaha